Il segreto del suono, la mano destra.

Ogni cantante ha una voce diversa.

Ogni musicista ha un suono diverso.

Se suoni con un violino da 20.000 euro, avrai veramente un suono cosi diverso da che se suoni con un violino da 2000?

La verità è che il timbro sonoro, la differenza tra un musicista ed un altro, non la fa lo strumento, ma il modo di suonarlo.

Il segreto del suono nel violino, risiede tutto nella mano destra e nel modo di scaricare nell’ arco il peso.

Ció che alle orecchie di un ascoltatore farà la differenza, non saranno le note veloci o lente o vibrate che il violinista farà con la mano sinistra, ma come gli darà vita con la mano destra.

Per permettere al suono di sprigionarsi dallo strumento e viaggiare nella sala da concerto, un violinista non dovrebbe mai “tenere” l’ archetto, ma bensì poggiarsi su esso.

Scaricare sopra l’ arco il peso del braccio, tenendo le gambe saldamente piantate a terra.

Il braccio destro a sua volta, deve compiere un movimento circolare, formare un grande semicerchio verso il basso, mentre distribuisce il peso dal mignolo quando suona al tallone, al medio quando suona alla punta.

Velocità,peso e quantità d’ arco usate, sono i tre fattori che miscelati assieme formano il suono.

Più un violinista è sapiente a combinarli assieme, più il suono che ne uscirà fuori sarà simile a quello immaginato nella sua mente.

A tal proposito in questo periodo sto testando degli archetti in fibra di carbonio rivestiti di legno.

Trovando il giusto compromesso tra elasticità e peso, la tecnologia ha fatto in modo che pure archetti di fascia media, avessero le caratteristiche tecniche di archetti che fino a ieri potevi avere solo spendendo decine di migliaia di euro.

A breve vi parleró dell’ archetto in fibra di carbonio e legno che sto provando nei concerti.


Genealogia di una Foto

Era mattina,assieme ad Alessandra stavamo provando per il concerto che si sarebbe tenuto in serata, concerto che come ogni anno iniziamo a preparare a casa e che per scelta finiamo di completare a Salina, lasciandoci ispirare dai profumi di questa splendida terra.
Il concerto si sarebbe tenuto la stessa sera a Palazzo Marchetti,questo splendido posto dove il tempo si ferma e tutto sembra realizzabile.
Saranno state le 11.30 quando una simpaticissima Signora appare alle prove,molto elegante nei modi, cercando di non disturbare, defilata e nascosta dietro un grande cappello di paglia tenuto più per ripararsi dal caldo torrido che per celare la sua identità.
Finiamo il brano e con molto garbo viene a presentarsi e a complimentarsi, chiedendo se avesse potuto postare un breve video che aveva fatto durante la performance nel suo profilo Facebook.
Il garbo e la raffinatezza dei modi, mai ci avrebbero visti contrari.
La Signora era la bravissima giornalista Barbara Palombelli, che in compagnia del marito, attirata dalla bellezza del palazzo e dalla musica che ne udiva da fuori, era entrata a scoprire chi vi fosse dentro.
Il concerto andò benissimo la sera, del programma iniziale aveva ben poco, per più di metà era stato cambiato da noi durante le passeggiate lungo la spiaggia e i tramonti ammirati sorseggiando malvasia delle Lipari.
Quel giorno, dove le note si fondevano con i profumi e i colori di un Isola splendida che ormai è diventata la nostra seconda casa.https://youtu.be/zaYFIX1Nv4Y

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